Inserito da: dezignstudio | 5 Maggio, 2008

Penguin. Dalla carta al web.

“We tell stories” un progetto interessante che ha visto la luce e si è concluso (un racconta a settimana per sei settimane con sei autori e sei storie) ad opera della casa editrice inglese Penguin Books.

Sei racconti: “I 39 scalini” dello scozzese John Buchan, The Haunted Dolls House di M. R. James con R.L. Stevenson, “Fiabe” di Hans Christian Andersen, “Thérèse Raquin” di Émile Zola, “Tempi difficili” di Charles Dickens e “I racconti delle mille e una notte”.

Trasformati in racconti “digitali” a cui si sono liberamente tratti e/o ispirati sei autori: Charles Cumming, Toby Litt, Kevin Brooks, Nicci French, Mohsin Hamid, Matt Mason. Cinque dei quali sono stati sviluppati per il web con l’apporto tecnico della società Sixtostart (che solitamente sviluppa giochi cross-media) e in un caso, quello di Matt Mason ispirato da Dickens, in collaborazione con il newyorkese Nicholas Felton e la sua sempre impeccabile e interessante infografica.

Ci sono sempre almeno due modi per raccontare una storia…

We tell stories

Inserito da: Mauro | 22 Aprile, 2008

parole “sante”!



How to Work Better
by Fischli/Weiss (1991)

“Taped to the wall of my studio is an A4 photocopy of a short ten-point manifesto by Fischli/Weiss entitled “How to work better”. I don’t know who put it there, but it has been in place for at least three years. It’s a tongue-in-cheek work using a motivational statement, which is a piece of found text they subsequently enlarged and had painted on the exterior of a building as part of a public commission. I sometimes show it to students at the beginning of slide lectures, and always point it out to assistants who come to the studio. I like it quite simply because it acknowledges their awareness of the idea of practice rather than production”.
(Ryan Gander, from Dexter Sinister Library)

via egotechnique

Inserito da: dezignstudio | 16 Aprile, 2008

UN GIOCO CHE APPASSIONA I “TYPERS”

say it ain’t slow/fontgame

Da qualche giorno (annunciato il giorno 13 su ilovetypography.com) è attiva questa simpatica gara The Rather Difficult Font Game al riconoscimento caratteri, messa online dal finlandese Kari Pätilä. Non saprei come arrivare primo se non facendo 35!

Buon divertimento.

Inserito da: dezignstudio | 11 Febbraio, 2008

RISPARMIO ENERGETICO

nero.jpg

Nel Gennaio del 2007, il post in un blog di Mark Ontkush, intitolato “Google nero potrebbe far risparmiare 750 Megawatt/h all’anno” ha proposto la teoria che una versione nera del motore di ricerca di Google avrebbe potuto far risparmiare una grande quantità di energia per la grande popolarità di questo motore di ricerca. C’è stato scetticismo circa il reale risparmio energetico di uno schermo nero, la fruibilità in termini di leggibilità e il costo in termini di gradimento di pagine web nere.

BLACKLE ci ha provato (creato da “Heap Media”) per ricordare a tutti la necessità di prendere dei piccoli provvedimenti per risparmiare energia. Le ricerche di Blackle sono eseguite grazie al Google Custom Search.

Lo stesso viene proposto da NEROOOGLE, creato con Google Co-Op. Tutte le ricerche di questo portale vi porteranno a visualizzare i risultati con fondo nero e testo grigio chiaro. Nerooogle non ha alcun legame con Google ed è un’iniziativa italiana per il risparmio energetico. Qui troverete anche informazioni più dettagliate sul risparmio tra la visualizzazione di una pagina nera e una bianca per un monitor CRT che è di circa 10watt per il 15 pollici, di 22watt per il 17 pollici e di ben 52watt per il 21 pollici, per i monitor LCD la variazione è compresa tra 103% e 108% (per ulteriori informazioni visitate le FAQ di Nerooogle).

Se siete degli elegantoni che amano il lungo di sera, o avete un passato dark e/o anche voi nel vostro piccolo vi (di)battete per un minor impatto dei nostri consumi sull’ambiente fatelo sapere in giro e usatelo. Se l’argomento vi interessa e volete approfondirlo e tenervi aggiornati: www.treehugger.com.

Inserito da: dezignstudio | 30 Gennaio, 2008

LE OLIMPIADI IN CINA A CARTOON

animeolimpiche.jpg

Nell’enorme quantità di progetti di comunicazione e promozione nei quali i Cinesi hanno investito: tra questi compare una serie animata intitolata The Fuwa Olympic Cruise, ovvero La crociata olimpica dei Fuwa, cinque piccoli esserini che simboleggiano sia i 5 colori degli anelli olimpici, sia i 5 elementi della natura (mare, foresta, fuoco, terra, cielo), sia 4 tipici animali cinesi (il pesce, il panda, l’antilope tibetana e la rondine) più la fiamma olimpica. La serie animata si articola in 100 episodi, la cui trasmissione sulle televisioni cinesi è iniziata un anno prima dell’inizio dei Giochi con un notevole successo di pubblico. Le puntate introducono alla storia ed agli aneddoti delle Olimpiadi, oltre a presentare la cultura cinese e la preparazione dei Giochi (anche se difficilmente si parlerà degli operai sfruttati che lavorano a ritmi insostenibili per supplire ai ritardi nel completamento delle strutture sportive…).

Ciascuno dei personaggi ha un nome bisillabico formato da due sillabe uguali che se uniti tutti e cinque vanno a formare la frase Benvenuti a Pechino! Potenza della scrittura cinese.

La scrittura cinese è basata prevalentemente su caratteri detti hànzì. Eh sì! si parla di caratteri e non di ideogrammi perchè è una definizione limitativa, nel libro Teoria della scrittura cinese, i caratteri cinesi sono divisi in tre categorie, in base al loro connotati morfologici:
- pittogramma, deriva da un disegno che, con un po di fantasia, ricorda un oggetto materiale;
- ideogramma, deriva da un immagine che rappresenta un idea;
- fonogramma, è composto da due parti, una allude al concetto, l’altra alla pronuncia.

via: MGF F.Marchionni

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