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6 ottobre, 2011 § Lascia un commento

Steve Jobs, l’uomo che ci ha venduto un mondo / Steve Jobs, the man who sold us a world

Una pagina ispiratrice della rivista "The Whole Earth Catalog".

La quarta di copertina dell'ultimo numero di "The Whole Earth Catalog" (1975) con l'esortazione che Jobs ha fatto sua.

Un grazie a Jobs è senz’altro dovuto, per chi fa il nostro lavoro, perché lo ha traghettato e reso possibile con l’avvento del desktop publishing. Attraverso il Mac – che è diventato lo strumento per eccellenza – ha potenziato le possibilità del progettare, ma soprattutto, la possibilità di poter vedere con anticipo il risultato. Ma come potete leggere qui sotto le sue fonti sono state totalmente analogiche e in qualche modo molto distanti tra loro. Lui ha saputo “unire i puntini” del passato con una visone nel futuro. Noi siamo su un nuovo “pianeta” anche grazie alle sue innovazioni.

ISPIRAZIONE E VISIONE_«Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. Creata da Stewart Brand – guardate i suoi interventi su TEDtv (www.ted.com) –, e ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. È stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era realizzato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. È stata una specie di Google, ma realizzata 35 anni prima, in formato cartaceo tascabile: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.»

FORMA, DESIGN_«Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo abbandonato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere in quel modo. Fu lì che imparai dell’esistenza dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.»

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