Cavolo che sfondo!

3 novembre, 2011 § Lascia un commento

Brassica Oleracea Capitata Rubra
(Cavolo cappuccio rosso)

Sfondo promemoria per iPod e iPhone.

Descrizione sintetica
Pianta erbacea biennale o perenne che se lasciata sviluppare, cresce fino a 1,5 metri di altezza.
• FUSTO: fusto breve o assente se lasciato crescere genera abbondanti ramificazioni con rametti fioriferi.
• FOGLIE: molto grandi sono riunite in una rosetta basale e nella parte centrale sono riunite a formare una “testa” più o meno sferica.
• FIORI: sono gialli e, dopo la fecondazione, in genere incrociata ad opera degli insetti, danno luogo alla formazione di una siliqua (baccello) portante numerosi semi. I fiori hanno quattro petali sono disposti a croce su un’infiorescenza a racemo.
• FRUTTO: secco è una siliqua, cioè una capsula stretta e allungata, che ricorda superficialmente i baccelli.
• SEMI: si trovano dentro la siliqua e sono rotondi, di colore nero bluastro.


Uso pratico e proprietà

L’utilizzazione medica del cavolo è millennaria, dal cavolo si ottiene un succo fresco concentrato. Catone scriveva nel “De re rustica”che per lui erano utili addirittura per curare i tumori maligni. I cavoli sarebbero toccasana per piaghe, lussazioni, ulcere, ascessi. La medicina popolare ritiene che siano rimedio contro la tosse, curativi per l’ulcera gastrica, rinfrescanti, emollienti e cicatrizzanti; virtù in gran parte confermate dalla farmacopea contemporanea che riconosce al cavolo, in generale proprietà depurative, rimineralizzanti, antiscorbutiche, vermifughe. La “Brassica Oleracea Capitata Rubra” in particolare è ricchissimo di vitamine e sostanze minerali “fa miracoli” nelle diete di convalescenti, anemici, debilitati in genere.

Letteratura e curiosità
• Una leggenda greca e una credenza popolare ritengono che il cavolo nuocia alla vite.
• Dalle virtù del cavolo il capitano Cook fa dipendere la salute del suo equipaggio: per tre anni di navigazione in tutte le latitutini non perse infatti nessuno dei suoi 118 uomini, in quanto faceva mangiare loro cavoli cotti o crudi.
• Che i primi uomini siano nati dal mondo vegetale è un’antichissima convinzione: nel Malabar (regione dell’India del Sud) si narrava che vi fossero alberi che producevano uomini e donne invece che frutti.

Cenni storici
La maggior parte dei cavoli è originaria del bacino del Mediterraneo e si trova in coltura da tempi molto antichi. La “Brassica oleracea” ha probabilmente avuto origine come antico ibrido tra due o più specie selvatiche mediterranee. Fu scoperto dagli antichi Greci e dai Romani. Dai Romani considerato una panacea: Plinio lo definiva una pianta miracolosa che aveva permesso ai Romani di fare a meno dei medici per ben sei secoli. Cato l’Anziano (Catone) ha elogiato questa verdura per le sue proprietà medicinali, dichiarando “Brassica est quae omnibus holeribus antistat”. Il cavolo è sempre stato considerato un cibo adatto a una mensa frugale. Per questo lo si usa come sinonimo di “cosa priva di valore”. Nel Medioevo divenne uno dei protagonisti delle canzoni e dei testi drammatici di Carnevale e di Quaresima.

Coltura
Si trova in coltivazione nelle sue diverse forme orticole eduli di cui si utilizzano le radici (cavolo-rapa), le foglie (cavolo, verza), i germogli (cavolini di Bruxelles), e i boccioli fiorali (cavolfiore, broccoli). Ne sono state selezionate anche delle varietà ornamentali dalle foglie spesso vivacemente colorate.

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