Si è “perso” il senso della misura

11 gennaio, 2012 § Lascia un commento

Vibo. Le forme della misura

10 gennaio—26 febbraio 2012
Triennale DesignCafé

Regolo in bachelite ViBo.

Nella presentazione della piccola mostra alla Triennale di Milano (spazio DesignCafé) dedicata alla azienda milanese ViBo (righelli squadre, normografi, curvilinee, regoli e tanti altri pezzi), si cita Manlio Brusatin il quale dimostrava e ricordava nel suo Storia delle linee come la linea sia la prima matrice di ogni possibile mondo: tracciarla implica sempre un esercizio evocativo, riflessivo o concettuale.

Ecco, a dirla tutta, io un righello o un normografo lo uso ancora ogni tanto come esercizio di rilessione – ma come, direte voi, nell’era del digitale si usano ancora strumenti “analogici” e fisici? – non fosse altro che per mantenere vivo il senso della misura. Sì, e nella sua accezione più vasta: sia nel concreto quella della scala della proporzione, che in quella più ideale del criterio, della moderazione, del limite e della regola.

Ho scelto un regolo [regulu(m), dim. di rex regis ‘re’] proprio come esempio del senso della misura, poiché è così difficile mantenerlo, i computer ce la mettono tutta per impedircelo – il continuo zoomare per “vedere” meglio – e i righelli digitali, che sì, riportano una scala ma mai questa riflette e coincide esattamente con il reale – se non nei numeri – a meno che non si abbia l’accortezza di stampare e verificare ciò che stiamo facendo.

Nessuna nostalgia, solo un doveroso omaggio a una storia che finisce (ViBo, nata nel 1954, ha cessato l’attività alla fine del 2011 stroncata dall’avvento del CAD, della crisi e dalla concorrenza del made in China) legata alla nostra formazione sui tavoli da disegno sui quali tutti noi “disegnatori” e cultori dell’esattezza ci siamo allenati e abbiamo sviluppato il nostro senso della misura.

Alcuni normografi ViBo

Dai primi modelli in cellulosa ai più recenti in perspex e in lega di alluminio tutti con una cura che poteva comprendere fino a 29 passaggi di lavorazione, dal taglio laser alla millimetratura con pantografi a controllo numerico, per offrire ai professionisti della progettazione e del disegno un prodotto che da sempre è stato sinonimo di alta qualità e precisione.

Alcune matrici per lo stampaggio testi e millimetrature ViBo.

Curvilinee (dall'ultimo catalogo ViBo)

CURIOSITÀ

Dafne Boggeri, Spettrali, doppie, variabili, 2008. Squadrette di plastica, dimensioni variabili. Courtesy dell’artista. A destra, Test 03 (Rorschach-déjà-vu), 2004, plastica, viti, bulloni, Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano.

L’artista Dafne Boggeri (Tortona, 1975) vive e lavora a Milano. Il suo background è multiforme e si traduce nella scelta di non scegliere un medium definito. Il focus della ricerca è la riflessione ludica sull’identità pubblica e privata, sulle regole sociali e sulle dinamiche di interazione e di scambio. Il détournement di oggetti e concetti, sono alcuni degli elementi di cui l’artista si serve per costruire una realtà possibile ma altra, che non intende proporsi né compiersi, ma esistere solo come piattaforma percettiva e ricettiva di pensiero.

English text

In the presentation of the small exhibition at the Triennale di Milano (DesignCafé space) dedicated to the Milan-based company ViBo (rulers, metros, stencils, squares, protractors and many others), how Manlio Brusatin show and reminds that the line is the primary template of all possible worlds: to draw it always implies an evocative, reflexive or conceptual exercise.
Actually a stencil template or a ruler I use it every now and again as an exercise of thinking – but how, you say, in the digital  Era you still use “analog” objects? – if only to keep alive the sense of proportion, yes, and in its broadest sense: both in the concrete, the scale and proportion, in the ideal, the policy of moderation, and the limit of the rule.
I chose a ruler [regulu (m), dim. of regis rex ‘king’] just as an example of the sense of measure, since it is so hard to maintain it, computers do their best to stop us – the continuous zoom to “see” better – digital and rulers, that yes, bring a ladder, but why this reflects and coincides exactly with the real – if not in numbers – unless you have the foresight to print out and verify what we are doing.
This is just a homage to a story that ends (ViBo, start in 1954, closed its business at the end of 2011, fatally wounded by the advent of CAD design, the financial crisis and the overwhelming flood of low-price made in China design tools in the market) related to our training on drafting tables on which all of us “designers” and lovers of the accuracy we trained and we have developed our sense of proportion.

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