La “Divina Commedia” di Dante a fumetti. Tre generazioni a confronto

28 novembre, 2012 § 4 commenti

Ultimamente, riordinando la libreria ci siamo ritrovati tra le mani, da appassionati di fumetti e romanzi illustrati (graphic novel), varie riletture della Divina Commedia di Dante: Seymour Chwast Dante’s Divine Comedy; Go Nagai Dante Shinkyoku; Gary Panter, Adventures in Paradise, Jimbo in Purgatory e Jimbo’s Inferno, Patrick Waterhouse (illustrazioni), Walter Hutton (note), L’inferno di Dante una storia naturale.
Siamo rimasti colpiti soprattutto andando a rileggerci i crediti, dove abbiamo scoperto che sono, più o meno, di autori di tre diverse ma conseguenti generazioni – 1931 Chwast, 1945 Nagai e 1950 Panter, Waterhouse classe 1981 –. Circa settecento, sono invece, gli anni di storia che ci separano dalla pubblicazione della Comedìa, conosciuta poi come la Divina Commedia. In questo lasso di tempo l’opera di Dante non ha mai smesso di stimolare la fantasia di miniatori prima, pittori e incisori e disegnatori poi, che si sono confrontati con l’immaginazione dello scrittore fiorentino. Vere e proprie sfide visti i precedenti anche illustri di chi ha dato volto e corpo al racconto dantesco.

Se le raffigurazioni tradizionali si sono soffermate soprattutto nel cogliere la drammaticità e il pathos, Chwast, Panter e Waterhouse si sono concentrati sui personaggi e sul complesso universo storico e metaforico dantesco; le versioni sono molto diverse tra loro, ma accomunate dall’irriverenza. Nagai, invece, affascinato da Doré ne fa un opera molto fedele a quella del maestro francese. Ve li riproponiamo come un segno dei tempi, quattro autori diversi, quattro estrazioni culturali.

Seymour Chwast (photo Lori Milani)

1. Seymour Chwast, Dante’s Divine Comedy, Bloomsbury, 2010
Seymour Chwast un rivoluzionario, un designer, un illustratore, un imprenditore e un icona culturale. Chwast, 79 anni, marito della designer Paula Scher di Pentagram e uno dei fondatori dei famosi Push Pin Studios con il collega Milton Glaser. Il suo è un adattamento illustrato del celebre poema pervaso di sottile umorismo.
“Sono stato in competizione con Gustave Doré” dichiara “sapete, tutte quelle incisioni meravigliose che ha fatto per La Divina Commedia, così ho deciso di fare un libro a fumetti quindi non c’era concorrenza effettiva con il suo lavoro”, scherza. Tutto è stato disegnato a mano su carta traslucida e poi scansionato con il computer. Chwast ha affermato di non aver mai utilizzato il computer per disegnare. Si sente che il computer ha “banalizzato la nostra arte in un certo senso” e in particolare la tipografia. Ha adattato anche a romanzo grafico i Racconti di Canterbury di Chaucer ed è uscita da poco anche l’Odissea di Omero (2012) sempre per i tipi di Bloomsbury. Chwast è sato citato tra le migliori uscite del 2010 (conversazionisulfumetto.best-of-2010).

Inferno. Canto III, Caronte – Paradiso. Canto X, Filosofi e teologi. Seymour Chwast.

Inferno. Canto V, secondo girone – Purgatorio. Canto XXX, Beatrice. Seymour Chwast.

Go Nagai, alle sue spalle un bozzetto per Mao Dante.

2. Go Nagai, Dante Shinkyoku, Tre volumi, Kodansha, 1994.
Kiyoshi Nagai noto come Gō Nagai (classe 1945) è un fumettista e scrittore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto e ha portato due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968 con lo sdoganamento dell’erotismo nei manga destinati ai ragazzi e nel 1972 con l’introduzione dei mecha, enormi robot guidati da piloti posti al loro interno, a partire dall’anime Mazinga Z.
Profondo innovatore in ogni campo del fumetto giapponese, con il manga Mao Dante inizia la sua esplorazione delle tematiche religiose e demoniache. Fonte di ispirazione per Mao Dante (e successivamente) per Devilman fu una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustave Doré, che aveva avuto modo di leggere durante l’infanzia. Simile attrazione gli ha fatto riprendere senza rielaborazioni il materiale originale, trasponendola a fumetti a suo modo fedele all’originale, basandosi a livello grafico alle famose litografie del francese Gustave Dorè – al punto da copiare in modo quasi identico molte delle sue illustrazioni –, l’autore che meglio di chiunque altro ha reso il dramma dei gironi infernali ed il romanticismo dell’opera di Dante.
La trasposizione di Nagai, graficamente accurata, è di stile narrativo veloce e semplice, accessibile a qualsiasi lettore. L’opera è realizzata per rivolgersi ad un pubblico di lettori giapponesi che, anche se adulti, non sarebbero in grado di arrivare nemmeno lontanamente a comprendere l’importanza degli approfondimenti storici presenti nell’opera, già difficili per un italiano medio.
 Il richiamo ai vari personaggi storici è comunque sempre presente nella trasposizione di Nagai, ma smorzato nelle vicende e più attento a mostrare quanto tremendo ed efferato sia l’inferno e le punizioni che questo riserva.

Caronte, a sinistra nell’incisione di Gustave Doré, a destra nel disegno di Go Nagai.

Dante e Cerbero. Go Nagai.

Cerbero divoratore. Go Nagai.

Dante e demoni. Go Nagai.

Gary Panter (photo Jason Frank Rothenberg)

3. Gary Panter, Adventures in Paradise, Pantheon, 1988; Jimbo in Purgatory, Fantagraphics Books, 2004; Jimbo’s Inferno, Fantagraphics Books, 2006
Gary Panter generazione degli anni 50, attraversa indenne la cultura pop-psicadelica degli anni 60, sopravvive agli anni 70 e finalmente arriva il suo momento di gloria nei primi anni 80 sull’onda di una generazione che nel giro di pochi anni riesce a infrangere tutti i canoni estetici e a creare un nuovo linguaggio fatto di immagini ruvide, di creatività amara e di un presa di coscienza politica e sociale nell’epoca del grande freddo dell’America reaganiana. 
Di lui si dice che è riuscito a trasformare la spazzatura in arte tanto da essere incoronato con il nomignolo di “King of Punk Art”, il suo studio di Brooklyn un bazar di vecchie locandine di B-Movies Giapponesi anni 70, kit d’assemblaggio di modelli Hot Rod di Rat Fink, Comics e dipinti ad acrilico. Il volume è liberamente tratto dall’opera dantesca ed è in realtà la settima avventura del suo punk/nuclear/hillbilly alter ego Jimbo. Sequel di Jimbo in Purgatory e Adventures in Paradise. Qui l’inferno è un centro commerciale di Los Angeles di nome Focky bocky.

Una tavola di Jimbo’s Inferno. Gary Panter.

Inferno. I gironi del Focky Bocky, Gary Panter.

Purgatorio. Canto 3, Beatrice-twiggy. Gary Panter.

Purgatorio. Canto 7, Rassegna dei principi negligenti. Gary Panter.

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Patrick Waterhouse (photo Emanuele Tortora)

4. Fabrica , L’inferno di Dante una storia naturale, Patrick Waterhouse (illustrazioni), Walter Hutton (note), Mondadori, 2010
Più di 300 illustrazioni, tutte eseguite a mano con varie tecniche, e corredate di commento: un lavoro minuzioso che offre al lettore un’interpretazione fresca e originale di uno dei più grandi capolavori della letteratura di ogni tempo. Fabrica, fedele alla sua indole sperimentale, ha affidato questa rivisitazione a due giovani artisti, gli inglesi Patrick Waterhouse, disegni e Walter Hutton, note, che hanno affrontato questa sfida con lo spirito fresco di due esploratori alla scoperta di un mondo nuovo da raccontare. Quello che ne è nato è un’opera che sovverte la tradizionale rappresentazione visiva del poema.
 Un imponente mosaico di figure, immagini e commenti a figure e personaggi della Commedia, organizzato intorno a un’idea portante: esplorare le vicende reali e mitologiche secondo lo stile e i modi propri dei testi di storia naturale. Se le raffigurazioni tradizionali dell’inferno sono soprattutto attente a cogliere la drammaticità delle situazioni e il pathos delle scene, i due giovani artisti inglesi si concentrano invece sui dettagli dei personaggi e del complesso universo storico e metaforico dantesco. C’è spazio per disegni agghiaccianti, giocosi e irriverenti.

Il bacio di Giuda. Patrick Waterhouse.

Cerbero. Patrick Waterhouse.

Minosse. Patrick Waterhouse.

Gironi infernali. Patrick Waterhouse.

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