Montparnasse gli Anni Folli / Montparnasse the Crazy Years

25 luglio, 2013 § Lascia un commento

Montparnasse divenne famosa nel 1920 – quelli che furono definiti les Années Folles (Anni Folli) – e il 1930 come il cuore della vita intellettuale e artistica a Parigi. Dal 1910 fino all’inizio della seconda guerra mondiale, i circoli artistici di Parigi migrarono a Montparnasse, in alternativa al quartiere di Montmartre, che era stato il terreno di coltura intellettuale per la precedente generazione di artisti (la Parigi di Émil Zola, Édouard Manet, Anatole France, Edgar Degas, Gabriel Fauré, un gruppo che si era riunito più sulla base dello stato di affinità reali e gusti artistici, indulgendo nei parametri del dandismo). Montparnasse si contappone sia nel campo economico, che sociale e politico, sboccato, grintoso, dei duri a morire, degli artisti emigrati che popolavano il quartiere e la sua vita.
Le caffetterie e i bar di Montparnasse erano un luogo di incontro in cui sono nate e sono state discusse le idee e i pensieri artistici. I caffè del centro di Montparnasse della vita notturna erano nel Vavin Carrefour, ora ribattezzato “Place Pablo Picasso”. Nel periodo di massimo splendore di Montparnasse (1910-1920), il bar Le Dôme, La Closerie des Lilas, La Rotonde, Le Select, e La Coupole – ancora tutti in attività –, erano i luoghi in cui gli artisti morti di fame potrevano occupare un tavolo per tutta la sera per un paio di centesimi. Se si addormentavano, i camerieri erano stati istruiti a non svegliarli. Gli argomenti delle discussioni erano comuni, alcuni alimentati dall’intelletto, altri dall’alcol, e spesso ci sono state anche delle risse. Se non si poteva pagare il conto, spesso i proprietari accettavano un disegno, trattenendolo fino a quando l’artista poteva pagare. Ci sono stati momenti in cui le pareti dei caffè erano ingombri di una collezione di opere d’arte, da fare invidia ai curatori dei più grandi musei di oggi.
Al n. 10 di rue Delambre c’era un luogo chiamato Dingo Bar. Fu il ritrovo di artisti e di espatriati americani e il luogo dove lo scrittore canadese Morley Callaghan venne con il suo amico Ernest Hemingway, entrambi non ancora pubblicati, e dove incontrarono il già famoso F. Scott Fitzgerald. Quando l’amico di Man ​​Ray, il dadaista Marcel Duchamp, partì per New York, Man Ray istituituì il suo primo studio a l’Hôtel des Ecoles al n. 15 di rue Delambre, dove iniziò la sua carriera come fotografo, e dove James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e tanti altri furono da lui ritratti.
Le cinque graphic novel ci riportano a quegli Anni Folli tra i molti personaggi e luoghi che hanno segnato il mondo artistico della letteratura e della pittura.

Bibliografia
– Nick Bertozzi, “Chi vuole uccidere Pablo Picasso”, Guanda, 2009 – ISBN 978-8860880727
– José-Louis Bocquet & Catel, “Kiki de Montparnasse”, Excelsior 1881, 2010 – ISBN 978-8861580749
– Joann Sfar, “Pascin”, 001 Edizioni, 2008 – ISBN 978-8895208756
– Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta “Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald”, Minimum Fax, 2010 – ISBN 978-8875212964
– Dick Matena “Parigi 25/44”, Nottetempo, 2010 – ISBN 978-8874522712

Montparnasse.Paris.1

Montparnasse.Parigi.2

Come storie e personaggi si intrecciano nelle cinque graphic novel.
As the stories of characters weave in the five graphic novel.

Montparnasse.Parigi.3

I personaggi condivisi dalle cinque graphic novel.
The characters shared by the five graphic novels.


Superseding Montmartre, Montparnasse became famous in the 1920s, referred to as
les Années Folles (the Crazy Years), and the 1930s as the heart of intellectual and artistic life in Paris. From 1910 to the start of World War II, Paris’ artistic circles migrated to Montparnasse, an alternative to the Montmartre district which had been the intellectual breeding ground for the previous generation of artists. The Paris of Émil Zola, Édouard Manet, Anatole France, Edgar Degas, Gabriel Fauré, a group that had assembled more on the basis of status affinity than actual artistic tastes, indulging in the refinements of Dandyism, was at the opposite end of the economic, social, and political spectrum from the gritty, tough-talking, die-hard, emigrant artists that peopled Montparnasse.
The cafés and bars of Montparnasse were a meeting place where ideas were hatched and mulled over. The cafés at the centre of Montparnasse’s night-life were in the Carrefour Vavin, now renamed Place Pablo Picasso. In Montparnasse’s heyday (from 1910 to 1920), the cafés
Le Dôme, La Closerie des Lilas, La Rotonde, Le Select, and La Coupole—all of which are still in business— were the places where starving artists could occupy a table all evening for a few centimes. If they fell asleep, the waiters were instructed not to wake them. Arguments were common, some fuelled by intellect, others by alcohol, and if there were fights, and there often were, the police were never summoned. If you couldn’t pay your bill, proprietor would often accept a drawing, holding it until the artist could pay. As such, there were times when the café’s walls were littered with a collection of artworks, that today would make the curators of the world’s greatest museums  envy.
There were many areas where the great artists congregated, one of them being near
Le Dôme at no. 10 rue Delambre called the Dingo Bar. It was the hang-out of artists and expatriate Americans and the place where Canadian writer Morley Callaghan came with his friend Ernest Hemingway, both still unpublished writers, and met the already established F. Scott Fitzgerald. When Man Ray’s friend and Dadaist, Marcel Duchamp, left for New York, Man Ray set up his first studio at l’Hôtel des Ecoles at no. 15 rue Delambre. This is where his career as a photographer began, and where James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau and the others filed in and posed.
The five graphic novels take us back to those crazy years among the many characters that have marked the artistic world of literature and painting.

Bibliography
– Nick Bertozzi, “The Salon”, Saint Martin’s Griffin,U.S., 2007 – ISBN 978-0312354855
– José-Louis Bocquet & Catel, “Kiki de Montparnasse”, SELFMADEHERO, 2011 – ISBN 978-1906838256
– Joann Sfar, “Pascin”, Uncivilized Books, 2013 – ISBN 978-0984681471
– Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta “Superzelda: The Graphic Life of Zelda Fitzgerald”, One Peace Books, 2013 – ISBN 978-1935548270
– Dick Matena “Parijs 25/44”, Atlas-Contact, 2008 (Holland) – ISBN 978-9045013701

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