NATURAL RECALL – Exhibition, Book and Calendar

21 dicembre, 2014 § Lascia un commento

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Naturall Recall. La mostra e il “racconto” in un libro.

Il progetto internazionale, ideato dallo studio di comunicazione visiva ed editoria Gtower di Milano e dallo studio Co.Me di Treviso, che esplora le affinità elettive fra l’uomo e il mondo vegetale ha visto lo spazio della Serra dei Giardini di Venezia affollarsi di amici artisti per l’inaugurazione di Natural Recall exhibition, 22-11-2014. Ecco chi c’era… Grazie a tutti è stata una bellissima serata!

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Regalati e regala il Book di Natural Recall! / Get yourself and gives the Book of Natural Recall!

Compralo ora online / Buy now online


The Book è stampato su Carta CRUSH by Favini, una gamma di carte ecologiche grazie all’aggiunta di scarti di lavorazione di frutta e noci (un’idea che sostituisce fino al 15% di cellulosa vergine derivante da alberi), utilizzando inchiostri ToyoInk, completamente ecologici a base vegetale e contenenti ZERO VOC e senza solventi derivati dal petrolio. Il libro è certificato FSC.

The Book is printed on paper CRUSH by Favini, a range of ecological papers with the addition of  fruits and nuts scraps (an idea which replaces up to 15% of virgin cellulose derived from trees), using inks ToyoInk completely ecological plant-based and containing ZERO VOC and is formulated without petroleum ink solvent. The Book is FSC certified.

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NATURAL RECALL – The exhibition in Venice

20 novembre, 2014 § 1 Commento

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NATURAL RECALL

Tecniche di coltura di un progetto di comunicazione internazionale.

Finalmente il progetto Natural Recall è arrivato al primo traguardo! Sono passati esattamente sei mesi da quando il progetto è stato lanciato dal tetto del Superstudio di Milano. Detto così suona male, ma è stato proprio a Superortopiù, il roof garden disegnato sul tema del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto in cima al palazzo di via Tortona, che sono partiti i semi di questo progetto internazionale ideato dallo studio Co.Me di Treviso e dallo studio di comunicazione visiva Gtower di Milano per esplorare le affinità elettive fra l’uomo e il mondo vegetale.

Un rapporto che, è il caso di dirlo, ha radici profondissime: basti pensare al valore mistico riconosciuto all’ulivo da tutte e tre le religioni monoteiste nate nel Mediterraneo, alle metamorfosi arboree narrate da Ovidio alla fine del canto dedicato ad Orfeo, al desiderio di mettere radici anche in mezzo al mare che ha fatto sì che anche le barche avessero un “albero maestro” e un “giardinetto” con gli aromi.

È così che a maggio Natural Recall ha inaugurato il progetto, affidando i suoi inviti con allegata una bustina di semi di basilico anche agli amici di Mediterranea, la barca che sta effettuando un anno di navigazione nel mare in cui è nata la civiltà occidentale. Contemporaneamente, iniziava a tessere la rete delle relazioni con graphic designer, poeti visivi, illustratori dall’Italia all’Argentina, dall’India ai Paesi Scandinavi.
Insomma, sono stati gettati i primi semi del progetto che ha iniziato a mettere radici. Sono stati così invitati artisti, grafici, illustratori e poeti visivi da tutto il mondo a partecipare con una loro opera sulla tematica delle affinità fra l’uomo e il mondo vegetale.

Nel caso di Natural Recall le sostanze nutritive per far crescere il progetto sono venute dai numerosi incontri avvenuti lungo il cammino: da Fortunato D’Amico curatore di Superortopiù a Michelangelo Pistoletto che ha ospitato l’iniziativa allo stato nascente nella sua magnifica fondazione di Biella, musicisti, attori come Francesca Puglisi, divulgatori scientifici e giornalisti come Alessandra Viola che durante un incontro alla fondazione Benetton di Treviso hanno illustrato come parlano le piante. E poi plant-sitter che si occupano delle piante di chi è in vacanza, tree-climber che hanno trasformato in un lavoro il sogno del barone rampante di Italo Calvino, seguaci del foraging che si nutrono dei vegetali trovati nei boschi…

Giorno dopo giorno, mentre arrivavano i lavori grafici, questi interventi facevano crescere la sezione “friends” del sito www.naturalrecall.org, e alcuni di loro si trovano anche sul libro della mostra, che tratta i contributi ricevuti dagli 84 artisti che hanno risposto al richiamo della natura con  una classificazione quasi linneiana, grazie a infografiche in cui se ne descrive la provenienza geografica, la tipologia arborea prescelta, il sentimento espresso dai lavori realizzati…

E per coronare il lavoro fin qui svolto, anche la sede espositiva della prima selezione delle opere pervenute è stata scelta per la sua affinità elettiva con il progetto: nella Serra dei Giardini di Venezia si metteranno in mostra le opere selezionate per la pubblicazione “The Book” e per il Calendario 2015, anno in cui il progetto Natural Recall proseguirà il suo cammino internazionale con altre esposizioni, e con un percorso virtuale che trasformerà la totalità delle opere pervenute in una serie di stimoli visuali, semi di progettualità e di bellezza. Perché anche parlando di social network, l’uomo non ha inventato molto che non sia già stato trattato in modo simbolico od evocativo dal mondo vegetale: un’antica leggenda nordica racconta che il diavolo volesse impadronirsi del bosco approfittando del momento in cui non aveva più nemmeno una foglia, e che la quercia si sforzò di tenere attaccate le sue fino a quando non fossero sbocciati i primi germogli delle altre piante.

E questo, in fondo, è fare rete: cercare di aiutarsi a vicenda per far sbocciare qualcosa di nuovo, che solo quando si è in grado di diffondere le proprie radici e idee in profondità e larghezza per raccogliere stimoli provenienti da ogni dove può creare qualcosa in grado di dare bellezza e nutrimento.
Perché in un periodo in cui non si fa che parlare di “ricerca delle radici”, riteniamo sia meglio puntare sui frutti. Perché i frutti che nutrono non sopportano barriere geografiche: se avessimo evitato contaminazioni dall’esterno non avremmo né pomodori, né patate.
Un’ennesima metafora vegetale che ci costringe a guardare con occhi differenti anche temi di grande attualità, utilizzando un modo di pensare alla società in un’ottica che abbandoni le ideologie per cercare di comprenderla con l’arte e la scienza.
Un’ottica che è quella di Natural Recall.

(Massimo Salomoni)

 

Ti senti un Natural Recaller?
Raccontaci le tue affinità elettive con le piante e diventa Friend di Natural Recall.
Rispondendo ad un piccolo questionario potrai anche condividere le tue affinità elettive con la natura con tutta la community.
1. Cosa fai ogni giorno per le esprimere le tue affinità elettive con la natura, con le piantine che tieni nel balcone, con i fiori che coltivi nel tuo terrazzo o con gli alberi del tuo giardino?
2. C’è una pianta che ti emoziona particolarmente? Ci racconti qual è e il perché di questo profondo legame?
3. Stai per partire per un’isola deserta, puoi portare con te solo una pianta. Quale metti in “valigia”?
Le tue risposte saranno pubblicate nel sito www.naturalrecall.org e andranno ad alimentare la sezione Friends e saranno condivise nei social legati al progetto.
Quando avrai risposto alle tre domande, basterà allegare una tua foto da Natural Recaller e una tua descrizione (breve come fosse un tweet) e mandare tutto alla nostra mail press@naturalrecall.org .

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Diventa anche tu un membro attivo della community #NaturalRecall @NaturalRecall

Do you feel like a real Natural Recaller?

Tell us your affinities with plants and become a Friend of Natural Recall. 
Just reply to a short questionnaire and you will be an “ambassador” of Natural Recall around the world: you will have the chance to share your affinities with nature with the whole community!
 Your answers will be posted on our website www.naturalrecall.org.

1. What do you do every day to express your elective affinity with nature, with the plants on your balcony, with the flowers that grow in your terrace or the trees in your garden?
2. What is the plant that you like the most? Why you feel so attached to it?
3. You’re leaving to a desert island and you can only take with you a plant. Which you put in your “suitcase”?

They will also feed the Friends section and will be shared on the project pages on the main Social Network.
 Once you have answered the three questions, please send the questionnaire to our e-mail address press@naturalrecall.org
along with a photo of you as a Natural Recaller and your bio (a tweet long).

We would very much appreciate if you could recommend us other people (intellectuals, writers, researchers, etc.) from your country who might be interested in the project.
But if you are already in the Natural Recall ambassadoor mood, then feel free to pass on the following questions to them!
Thank you!

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Become an active member of the community #NaturalRecall @NaturalRecall

*

With the patronage of
Città di Venezia – Assessorato all’ambiente e città sostenibile
Provincia di Treviso
Provincia di Rovigo

Natural Recall is supported by
FAVINI Spa
La Grafica Faggian s.r.l. Ditre Group s.r.l.
SD Laser s.r.l.
Rigatoria Lughese s.r.l.
SMG Italia s.r.l.

Partners
Smack
Qwerty Studio

Media Partners
Digicult
Undo.Net

Press Office
Raffaella Bonora

Social media manager
Massimo Salomoni, Smack

Exhibition design production
Colortech

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Mostra / Exhibit – “Senza Pericolo!”

7 maggio, 2013 § Lascia un commento

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mostra / exhibit
“senza pericolo!” costruzioni e sicurezza / building and safety

Triennale di Milano
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Under the High Patronage of the President of the Italian Republic

A cura di/Curated by Federico Bucci, con/with Marco Biagi, Elisa Boeri, Dario Costi, Davide Crippa, Barbara DiPrete, Massimo Ferrari, Marco Introini, Lucia Miodini, Luigi Spinelli, Claudia Tinazzi
Progetto di allestimento / Exhibition design – Alessandro e Francesco Mendini con/with Emanuela Morra
Grafica / Graphic design – Mauro Panzeri e/and Pier Antonio Zanini
Catalogo / Catalogue – Editrice Compositori

L’esposizione presenta le relazioni tra il mondo delle costruzioni e i temi della sicurezza, a partire dall’originale significato, già presente nella trattatistica architettonica classica, espresso nel concetto di “sine periculo”, ovvero l’assicurazione che il progettista e il committente dell’opera edilizia si assumono verso il rischio di incidenti per chi lavora alla sua realizzazione, per i futuri abitanti e per l’ambiente circostante.
La mostra, è suddivisa in 9 sezioni: Zona residenziale, Ricostruzione, Macchine invisibili, Spazi del lavoro: uomini e donne al lavoro, Architettura e sorveglianza, Dispositivi di protezione individuale, Una nuova città sicura, Paesaggi della sicurezza. Palazzo della Triennale di Milano fino al 1 settembre 2013.

The exhibition presents the relationship between the world of construction and issues of safety, starting from the original meaning, already present in the classical architectural treatises, expressed in the concept of “sine peril”, that is the assurance that the designers and the client of ‘building work to assume the risk of accidents for those who work to its realization, for future residents and the surrounding environment.
The exhibition is divided into 9 sections: Residential area, Reconstruction, Invisible machine, Spaces of work: men and women at work, Architecture and surveillance, protective equipment, A new safe city, Landscapes of safety. Triennale di Milano until 1st September, 2013.

Vedi anche / See also:
triennale.it
domusweb.it

BLOOM… finalmente.

12 aprile, 2013 § Lascia un commento

Bloom

           With very late, but finally spring has arrived.

                          Magnolia Soulangeana

Corso di Tipografia al Riccardo Bauer

11 novembre, 2012 § Lascia un commento

Sono passati 8 anni dalle giornate all’odore di benzina.
Comporre a mano i caratteri tipografici è un lavoro certosino
e quasi Zen.

Docente: Bruno Armada
Materia: composizione e stampa tipografica
foto tratte dal sito della scuola (www.cfpbauer.it)

Docente: Pietro Pradella
Materia: composizione e stampa tipografica
foto tratte dal sito della scuola (www.cfpbauer.it)

Docente: James Clough
Materia: storia e cultura tipografica
foto tratta dal sito della scuola (www.cfpbauer.it)

Docente: Anna Ronchi
Materia: disegno tipografico.
Foto tratta dall’Album dell’Associazione Calligrafica Italiana.

 

Usare la Heidelberg a trazione UMANA è un’esperienza
da “parco avventura”!
UFFF, STUFF, UFFF, STUFF, UFFF, STUFF, UFFFFFF
FFF… guai a perdere il ritmo.

Se non carica il foglio al soffio, esce un macello, il rullo
si sporca tutto e via… pulizie di Pasqua.

Davvero un’esperienza bellissima:
studiare la storia della tipografia (con tanto di gossip),
impaginare a mano, disegnare caratteri sperimentando
le più astruse tecniche, stampare foglio a foglio, rilegare
e confezionare con tanto di copertina.

E se penso che gli amanuensi erano ancora meno tecnologici,
mi viene da ridere. C’è molto da imparare senza il computer;
impari a vedere dove sono i limiti della macchina e il “perché”
dei procedimenti.

Composizione tipografica a libera interpretazione. Incavo per frottage.

Composto a mano, stampato e rilegato con Anna Ronchi e James Clough nella vecchia aula di tipografia del Riccardo Bauer. 2004

La neo-nata Fondazione Wurmkos presenta “Wurmkos figure”

23 maggio, 2012 § Lascia un commento

La mostra curata da Simona Bordone è l’esito di un work-in-progress iniziato da Wurmkos nel 2010, di cui è la prosecuzione e la seconda tappa espositiva.
Wurmkos è un laboratorio di arti visive, creato nel 1987 da Pasquale Campanella e dalle persone con disagio psichico utenti della Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione di Sesto San Giovanni (Milano), che opera nel mondo dell’arte contemporanea.
La mostra all’Archivio Sacchi nasce dall’idea dell’autoritratto e della coesistenza, entrambi pensati come liberi da preconcetti e schemi. Esposta alla galleria San Fedele nel 2010, aveva visto la partecipazione di diversi gruppi di persone – scuole, comunità di persone con disagio psichico – ma anche di singoli – artisti, curiosi, critici, docenti, ragazzi: una rete potenzialmente infinita distesa sul mondo. Continua e amplia questo progetto di Wurmkos, il laboratorio tenuto da Pasquale Campanella, Filippo Ballarin e Chiara Luraghi nella Scuola Media “Don Milani” di Sesto San Giovanni, da ottobre 2011 a marzo 2012, con una nuova serie di figure.

Dice Pasquale Campanella: Wurmkos figure mette insieme persone con vissuti diversi, una moltitudine di sagome umane che formano un popolo dissidente, manifestano con la propria presenza un atto di resistenza in cui non è possibile non fare una scelta. La scelta non è perentoria, non si cristallizza su convinzioni assolute, non è un modello, non ha una direzione ma crea un disturbo, una stonatura alla realtà controllata per dar luogo a flussi di relazione. Nei laboratori non c’è nessun “controllo estetico” del progetto, le figure semplicemente “prendono posto”, l’una accanto all’altra; si esprime così quell’aspetto della vita che la distruzione dello spazio sociale ha cercato di isolare e soffocare. Questo approccio costituisce, in generale, e in particolare nella scuola, la creazione di uno spazio aperto che privilegia le relazioni.


Le figure, a volte fragili come istantanee o corpose e stabili, ‘abiteranno’ un luogo per sua natura fermo, quello dell’archivio, vivificandolo con una nuova possibile lettura.
A Bianco-Valente, la nota coppia di artisti, è stato chiesto di “animare le figure”. Così lo hanno fatto: “Ragionando sullo spirito della mostra all’interno della quale sarebbe stato mostrato il nostro contributo video, abbiamo voluto mettere insieme tutte le figure esaltando i concetti di ludicità, complessità, moltitudine e soprattutto di interazione fra le persone”. Il loro lavoro è parte integrante della mostra.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di manifesti che saranno affissi nel centro della città di Sesto San Giovanni con le immagini delle figure realizzate dai ragazzi nel laboratorio. Occuperanno spazi di solito riservati a comunicazioni pubblicitarie e perciò guardati con indifferenza, ambiscono a riportare nello spazio pubblico riflessioni sulla comunicazione e a suggerire le innumerevoli possibilità di fusione tra persone, oggetti e azioni che formano un contesto sociale.

IN MOSTRA
Archivio Giovanni Sacchi
via Granelli, 1 Sesto San Giovanni (MI)
inaugurazione: giovedì 24 maggio alle 18

ORARI
dal 24 maggio al 29 giugno 2012
da martedì a domenica: 10.00 -18.00 – lunedì chiuso
per informazioni: 02 36682271
info@archiviosacchi.it

Fondazione Wurmkos onlus
via San Michele del Carso, 12
20144 Milano
info: simona.bordone@libero.it

I capolavori senza tempo di Safet Zec

22 maggio, 2012 § 1 Commento

La Rotonda di via Besana accoglie per la prima volta a Milano, dal 24 maggio al 15 luglio 2012, le opere del grande artista bosniaco Safet Zec nella mostra “SAFET ZEC. Capolavori senza tempo”, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e Rotonda di via Besana, in collaborazione con A.M.I.C.I. Associazione Milanese Incontro Cultura Immagine.
Curata dallo storico dell’arte Stefano Zuffi, l’esposizione presenta oltre cinquanta capolavori pittorici e venti opere su carta di Safet Zec, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità per la forza e l’intensità espressiva della sua pittura unita alla maestria della tecnica incisoria, che lo colloca tra i grandi maestri della calcografia.
La mostra comprende anche una sezione dedicata alla grafica, curata da Lorenza Salamon, che testimonia la grandezza di un maestro della calcografia, arte quasi abbandonata dagli artisti contemporanei, che Zec ha iniziato a utilizzare giovanissimo, accanto alla pittura e al disegno, diventandone uno dei massimi esponenti. Un lavoro imponente, non solo per il numero di lastre realizzate, ma anche per la dimensione di molte di esse, che spesso superano il metro di base.
 TELE RIVADOLCERIVA documenta: qui.

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