Equinozio di Primavera

20 marzo, 2012 § 1 Commento

Yeppa!
^_^

Non poteva mancare il solito tributo a questo giorno!

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Si è “perso” il senso della misura

11 gennaio, 2012 § Lascia un commento

Vibo. Le forme della misura

10 gennaio—26 febbraio 2012
Triennale DesignCafé

Regolo in bachelite ViBo.

Nella presentazione della piccola mostra alla Triennale di Milano (spazio DesignCafé) dedicata alla azienda milanese ViBo (righelli squadre, normografi, curvilinee, regoli e tanti altri pezzi), si cita Manlio Brusatin il quale dimostrava e ricordava nel suo Storia delle linee come la linea sia la prima matrice di ogni possibile mondo: tracciarla implica sempre un esercizio evocativo, riflessivo o concettuale.

Ecco, a dirla tutta, io un righello o un normografo lo uso ancora ogni tanto come esercizio di rilessione – ma come, direte voi, nell’era del digitale si usano ancora strumenti “analogici” e fisici? – non fosse altro che per mantenere vivo il senso della misura. Sì, e nella sua accezione più vasta: sia nel concreto quella della scala della proporzione, che in quella più ideale del criterio, della moderazione, del limite e della regola.

Ho scelto un regolo [regulu(m), dim. di rex regis ‘re’] proprio come esempio del senso della misura, poiché è così difficile mantenerlo, i computer ce la mettono tutta per impedircelo – il continuo zoomare per “vedere” meglio – e i righelli digitali, che sì, riportano una scala ma mai questa riflette e coincide esattamente con il reale – se non nei numeri – a meno che non si abbia l’accortezza di stampare e verificare ciò che stiamo facendo.

Nessuna nostalgia, solo un doveroso omaggio a una storia che finisce (ViBo, nata nel 1954, ha cessato l’attività alla fine del 2011 stroncata dall’avvento del CAD, della crisi e dalla concorrenza del made in China) legata alla nostra formazione sui tavoli da disegno sui quali tutti noi “disegnatori” e cultori dell’esattezza ci siamo allenati e abbiamo sviluppato il nostro senso della misura.

Alcuni normografi ViBo

Dai primi modelli in cellulosa ai più recenti in perspex e in lega di alluminio tutti con una cura che poteva comprendere fino a 29 passaggi di lavorazione, dal taglio laser alla millimetratura con pantografi a controllo numerico, per offrire ai professionisti della progettazione e del disegno un prodotto che da sempre è stato sinonimo di alta qualità e precisione.

Alcune matrici per lo stampaggio testi e millimetrature ViBo.

Curvilinee (dall'ultimo catalogo ViBo)

CURIOSITÀ

Dafne Boggeri, Spettrali, doppie, variabili, 2008. Squadrette di plastica, dimensioni variabili. Courtesy dell’artista. A destra, Test 03 (Rorschach-déjà-vu), 2004, plastica, viti, bulloni, Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano.

L’artista Dafne Boggeri (Tortona, 1975) vive e lavora a Milano. Il suo background è multiforme e si traduce nella scelta di non scegliere un medium definito. Il focus della ricerca è la riflessione ludica sull’identità pubblica e privata, sulle regole sociali e sulle dinamiche di interazione e di scambio. Il détournement di oggetti e concetti, sono alcuni degli elementi di cui l’artista si serve per costruire una realtà possibile ma altra, che non intende proporsi né compiersi, ma esistere solo come piattaforma percettiva e ricettiva di pensiero.

English text

In the presentation of the small exhibition at the Triennale di Milano (DesignCafé space) dedicated to the Milan-based company ViBo (rulers, metros, stencils, squares, protractors and many others), how Manlio Brusatin show and reminds that the line is the primary template of all possible worlds: to draw it always implies an evocative, reflexive or conceptual exercise.
Actually a stencil template or a ruler I use it every now and again as an exercise of thinking – but how, you say, in the digital  Era you still use “analog” objects? – if only to keep alive the sense of proportion, yes, and in its broadest sense: both in the concrete, the scale and proportion, in the ideal, the policy of moderation, and the limit of the rule.
I chose a ruler [regulu (m), dim. of regis rex ‘king’] just as an example of the sense of measure, since it is so hard to maintain it, computers do their best to stop us – the continuous zoom to “see” better – digital and rulers, that yes, bring a ladder, but why this reflects and coincides exactly with the real – if not in numbers – unless you have the foresight to print out and verify what we are doing.
This is just a homage to a story that ends (ViBo, start in 1954, closed its business at the end of 2011, fatally wounded by the advent of CAD design, the financial crisis and the overwhelming flood of low-price made in China design tools in the market) related to our training on drafting tables on which all of us “designers” and lovers of the accuracy we trained and we have developed our sense of proportion.

L’anàglifo di Natale.

22 dicembre, 2011 § Lascia un commento

Questo 2011 sembra sia l’anno del 3D.
Siamo invasi di comunicazioni a riguardo, cinema 3D, televisione 3D, game 3D, occhiali 3D, sempre più performanti…
Un’anno all’insegna dell’illusione ottica tra evoluzione tecnologica e mass market. Sembra quasi che necessitiamo di ulteriore invasione di campo. Dobbiamo quasi poter toccare con mano.
Ecco alcune notizie base per affrontare il 2012 più serenamente.

Il cinema tridimensionale (noto anche come cinema 3-D o cinema stereoscopico) in realtà nasce negli anni ’20, ma già nel 1870 si parla di stereoscopia. I primi esperimenti stereoscopici fatti ancor prima dell’arrivo della fotografia, erano quindi coppie di disegni affiancati così da poter riprodurre due immagini leggermente differenti come quelle percepite dall’occhio umano.

Riproduzione di uno stereoscopio ottocentesco

Immagine stereoscopica ottocentesca utilizzata come fonte per la realizzazione dell'anaglifo

Un anàglifo è un’immagine stereoscopica, o stereogramma, che, se osservata mediante opportuni occhiali dotati di due filtri di colore complementare l’uno rispetto all’altro, fornisce l’illusione della tridimensionalità.

Stereogramma in bianco e nero trasformato in anaglifo per occhiali dotati di lenti rosso-ciano. Visione binoculare.

Lo standard corrente dei colori per le lenti dell’anàglifo sono il rosso e il ciano, con il rosso utilizzato per il canale sinistro e il ciano per il destro. Il materiale utilizzato per i filtri è una gelatina monocromatica, etichettata rosso e blu per convenienza e costo. L’utilizzo del filtro ciano permette la visione di immagini colorate, con una buona resa anche delle tonalità della pelle.

Anche il rover Spirit fotografava in stereoscopia. Così da visualizzare in più dimensioni il territorio di Marte.

Lo zootropio è invece un dispositivo ottico per visualizzare immagini e disegni in movimento.
Bellissimo esemplare quello ora in mostra al Pac di Milano per la mostra Pixar. Un zootropio tridimensionale, una gigante giostra che a velocità sostenuta e illuminato con una luce stroboscopica, permette ai nostri occhi di percepire una sequenza di azioni fluide e lineari.

L’illusione però non finisce… e diventa magia!
Per quest’anno i nostri auguri sono in 3D per esservi ancora più vicini.


Tanti auguri a tutti con rinnovato effetto!

Zimoun. Suoni e tensioni tra ordine e forze caotiche

29 novembre, 2011 § Lascia un commento

Sculture sonore / Sound sculptures

Utilizzando componenti semplici e funzionali, l’artista svizzero Zimoun progetta e costruisce installazioni e strutture architettoniche che generano suoni attraverso la meccanica degli oggetti utilizzati e il movimento tratto da motorini elettrici. La sua ricerca, che mira ad una profondità emotiva, è in grado di mescolare arte concettuale, estetica minimale e musica sperimentale, giocando sulla reiterazione e il caos dettato dall’interazione dei materiali. In Italia potremo vedere le sue opere a Genova dal 13-29 Gennaio 2012 nella collettiva “Project Madonna”.

English text

Using simple and functional components, the Swiss artist Zimoun designs and manufactures architectural installations and facilities that generate sounds through mechanical movement of the objects used and taken from electric motors. His research, which aims at a deeply emotional, can mix conceptual art, minimalist aesthetic and experimental music, playing on the recurrence and chaos dictated by the interaction of materials.

Type Biodesign

7 novembre, 2011 § Lascia un commento

Lettere inquietanti da Jelte van Abbema / An amazing (biohazard) project of Jelte van Abbema

L’arte può certamente essere provocatoria e in grado persino di farci reagire in modo eccessivo tale da risultare impensabile. Mai sentito parlare di arte che potrebbe mettere in pericolo la vostra salute? Probabilmente no. Ma esiste e si chiama Symbiosis, una serie di Escherichia coli in crescita all’interno di “manifesti” prodotti dal visual artist olandese Jelte van Abbema.
Utilizzando capsule di Petri come modello, van Abbema posiziona colture di E. coli su agar (un polisaccaride ricavato da alghe rosse) e cellulosa dentro pannelli pubblicitari (ben sigillati vista la pericolosità di ciò che vi cresce all’interno) con temperatura e umidità controllate per garantire la crescita dei batteri in forma di lettere.
Con l’incorporazione di E. coli si spinge ai limiti il mezzo artistico e si pone anche il pubblico a rischio di malattie come la meningite, polmonite e setticemia. Symbiosis era considerato così pericoloso che il Museum of Modern Art di New York lo ha reso visibile solo nella versione web della mostra.
Il progetto innovativo di van Abbema è parte del movimento Biodesign, dove i prodotti sono stati fatti per simulare i processi di crescita biologica. Come questi processi vengono ricreati, varia. Alcuni biodesigns prendono in prestito il concetto dei modelli di crescita, mentre altri (come Symbiosis) fanno effettivamente crescere materia biologica.

La ricerca artistica di Van Abbema ha trovato anche una applicazione commerciale. Ha realizzato l’installazione teaser per il film “Contagion” di Steven Soderbergh.

Un grazie a Vagionni per la segnalazione.
English text

Art can certainly be thought-provoking and able to emote some of those feeling you thought you never had. Ever heard of art that could endanger your health? Probably not. But it exists and it’s called Symbiosis, a series of E. coli growing posters produced by Dutch visual artist Jelte van Abbema. Using petri dish techniques as a model, van Abbema placed papers of E. coli on agar and cellulose into advertising boards with temperature and humidity controlled to ensure the bacteria grew into images of letters.Van Abbema’s innovative project is apart of the biodesign movement, where products are being made to mimic biological growth processes. How these processes are recreated varies. Some biodesigns borrow concepts of growth patterns, while some others (like Symbiosis) actually grow biological matter.
Van Abbema artistic research has also found a commercial application. The teaser installation for Steven Soderbergh movie “Contagion”.

Cavolo che sfondo!

3 novembre, 2011 § Lascia un commento

Brassica Oleracea Capitata Rubra
(Cavolo cappuccio rosso)

Sfondo promemoria per iPod e iPhone.

Descrizione sintetica
Pianta erbacea biennale o perenne che se lasciata sviluppare, cresce fino a 1,5 metri di altezza.
• FUSTO: fusto breve o assente se lasciato crescere genera abbondanti ramificazioni con rametti fioriferi.
• FOGLIE: molto grandi sono riunite in una rosetta basale e nella parte centrale sono riunite a formare una “testa” più o meno sferica.
• FIORI: sono gialli e, dopo la fecondazione, in genere incrociata ad opera degli insetti, danno luogo alla formazione di una siliqua (baccello) portante numerosi semi. I fiori hanno quattro petali sono disposti a croce su un’infiorescenza a racemo.
• FRUTTO: secco è una siliqua, cioè una capsula stretta e allungata, che ricorda superficialmente i baccelli.
• SEMI: si trovano dentro la siliqua e sono rotondi, di colore nero bluastro.


Uso pratico e proprietà

L’utilizzazione medica del cavolo è millennaria, dal cavolo si ottiene un succo fresco concentrato. Catone scriveva nel “De re rustica”che per lui erano utili addirittura per curare i tumori maligni. I cavoli sarebbero toccasana per piaghe, lussazioni, ulcere, ascessi. La medicina popolare ritiene che siano rimedio contro la tosse, curativi per l’ulcera gastrica, rinfrescanti, emollienti e cicatrizzanti; virtù in gran parte confermate dalla farmacopea contemporanea che riconosce al cavolo, in generale proprietà depurative, rimineralizzanti, antiscorbutiche, vermifughe. La “Brassica Oleracea Capitata Rubra” in particolare è ricchissimo di vitamine e sostanze minerali “fa miracoli” nelle diete di convalescenti, anemici, debilitati in genere.

Letteratura e curiosità
• Una leggenda greca e una credenza popolare ritengono che il cavolo nuocia alla vite.
• Dalle virtù del cavolo il capitano Cook fa dipendere la salute del suo equipaggio: per tre anni di navigazione in tutte le latitutini non perse infatti nessuno dei suoi 118 uomini, in quanto faceva mangiare loro cavoli cotti o crudi.
• Che i primi uomini siano nati dal mondo vegetale è un’antichissima convinzione: nel Malabar (regione dell’India del Sud) si narrava che vi fossero alberi che producevano uomini e donne invece che frutti.

Cenni storici
La maggior parte dei cavoli è originaria del bacino del Mediterraneo e si trova in coltura da tempi molto antichi. La “Brassica oleracea” ha probabilmente avuto origine come antico ibrido tra due o più specie selvatiche mediterranee. Fu scoperto dagli antichi Greci e dai Romani. Dai Romani considerato una panacea: Plinio lo definiva una pianta miracolosa che aveva permesso ai Romani di fare a meno dei medici per ben sei secoli. Cato l’Anziano (Catone) ha elogiato questa verdura per le sue proprietà medicinali, dichiarando “Brassica est quae omnibus holeribus antistat”. Il cavolo è sempre stato considerato un cibo adatto a una mensa frugale. Per questo lo si usa come sinonimo di “cosa priva di valore”. Nel Medioevo divenne uno dei protagonisti delle canzoni e dei testi drammatici di Carnevale e di Quaresima.

Coltura
Si trova in coltivazione nelle sue diverse forme orticole eduli di cui si utilizzano le radici (cavolo-rapa), le foglie (cavolo, verza), i germogli (cavolini di Bruxelles), e i boccioli fiorali (cavolfiore, broccoli). Ne sono state selezionate anche delle varietà ornamentali dalle foglie spesso vivacemente colorate.

PAMPLONA – Viva San Fermín!

18 ottobre, 2011 § Lascia un commento

Pamplona
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Editore:
Anno:
Tipologia:
2011
Boardgame design
Questo gioco da tavolo, riproduce fedelmente in tutti i suoi aspetti anche quelli emotivi il percorso che si snoda per le vie della città con una meccanica semplice e raffinata. Realizzare graficamente il gioco ci ha impegnato e divertito molto. Ricreare l’atmosfera lungo il percorso; restituire, attraverso le carte speciali, l’azione; con un disegno semplice, negli elementi, per mantenerlo giocabile e coinvolgente; abbiamo strizzato l’occhio, nell’elegante packaging, all’iconografia di San Fermín e al barocco delle architetture storiche tipiche della capitalle della Navarra.
ATTENZIONE:
nessun bovino è stato molestato
per progettare e realizzare questo gioco!
WARNING:
no animals were molested
in the making of this game!
English text
This board game, reproduces in all of its aspects, including emotional ones, the route that winds through the streets of Pamplona. It was quite challenging to design the visual of the game, but exciting at the same time. Recreating the mood along the path with simple but rich design elements, to keep it more playable and immersive, was our target. So, for the visual, we winked, to the classic iconography of San Fermín and the typical baroque architecture of the historical capital of Navarre.
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