Petra Stavast “Searching for Ramya”

27 febbraio, 2015 § Lascia un commento

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Searching for Ramya
è la mostra curata da Saul Marcadent presso la Pomo Galerie a Milano che propone una selezione di scatti fotografici dal progetto Ramya di Petra Stavast.

Ramya, è un “progetto narrativo” per immagini della fotografa olandese Petra Stavast, che indaga il vissuto di Ramya, un compito difficile e intrigante. Petra si ritrova a condividere un appartamento con Ramya dalla quale è attratta e comincia a ritrarla nella sua quotidianità. Circa dieci anni dopo Ramya muore e Petra entra in possesso di alcune fotografie di Ramya. Scopre frammenti del suo passato e le fotografie scattatele di nascosto da un suo vicino di casa… L’artista è stata guidata da una serie di eventi casuali e inaspetatti che hanno segnato il percorso e che l’hanno portata a ripercorrere alcune strade di Ramya. Il progetto si è concluso raccogliendo i materiali in un libro “Searching for Ramya” (design: Hans Gremmen).

Febbraio/February 20th – Marzo/March 13th 2015

inagurazione / the opening

POMO Galerie (Milan) and Saul Marcadent present “Searching for Ramya”, a visual story of the dutch artist Petra Stavast. In 2001 Petra moved to Amsterdam and rented a room. She immediately set a special relation with Ramya, her landlady. She began to observe and take pictures of her in various situations and instants of the day; she shot the objects, the places and the apartment itself. Their relationship is filter through the lenses and the result is a sequence of sober and intimate images.
Eleven years later, in 2012, Ramya died and Petra got the fortune to access to the lady’s private archive. Here she discovered her fascinating past and a series of shots taken by a close neighbour which portrayed her. Those new traces fed the curiosity and the look of the artist which kept on investigating…

NATURAL RECALL – Exhibition, Book and Calendar

21 dicembre, 2014 § Lascia un commento

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Naturall Recall. La mostra e il “racconto” in un libro.

Il progetto internazionale, ideato dallo studio di comunicazione visiva ed editoria Gtower di Milano e dallo studio Co.Me di Treviso, che esplora le affinità elettive fra l’uomo e il mondo vegetale ha visto lo spazio della Serra dei Giardini di Venezia affollarsi di amici artisti per l’inaugurazione di Natural Recall exhibition, 22-11-2014. Ecco chi c’era… Grazie a tutti è stata una bellissima serata!

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Regalati e regala il Book di Natural Recall! / Get yourself and gives the Book of Natural Recall!

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The Book è stampato su Carta CRUSH by Favini, una gamma di carte ecologiche grazie all’aggiunta di scarti di lavorazione di frutta e noci (un’idea che sostituisce fino al 15% di cellulosa vergine derivante da alberi), utilizzando inchiostri ToyoInk, completamente ecologici a base vegetale e contenenti ZERO VOC e senza solventi derivati dal petrolio. Il libro è certificato FSC.

The Book is printed on paper CRUSH by Favini, a range of ecological papers with the addition of  fruits and nuts scraps (an idea which replaces up to 15% of virgin cellulose derived from trees), using inks ToyoInk completely ecological plant-based and containing ZERO VOC and is formulated without petroleum ink solvent. The Book is FSC certified.

NATURAL RECALL – The exhibition in Venice

20 novembre, 2014 § 1 commento

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NATURAL RECALL

Tecniche di coltura di un progetto di comunicazione internazionale.

Finalmente il progetto Natural Recall è arrivato al primo traguardo! Sono passati esattamente sei mesi da quando il progetto è stato lanciato dal tetto del Superstudio di Milano. Detto così suona male, ma è stato proprio a Superortopiù, il roof garden disegnato sul tema del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto in cima al palazzo di via Tortona, che sono partiti i semi di questo progetto internazionale ideato dallo studio Co.Me di Treviso e dallo studio di comunicazione visiva Gtower di Milano per esplorare le affinità elettive fra l’uomo e il mondo vegetale.

Un rapporto che, è il caso di dirlo, ha radici profondissime: basti pensare al valore mistico riconosciuto all’ulivo da tutte e tre le religioni monoteiste nate nel Mediterraneo, alle metamorfosi arboree narrate da Ovidio alla fine del canto dedicato ad Orfeo, al desiderio di mettere radici anche in mezzo al mare che ha fatto sì che anche le barche avessero un “albero maestro” e un “giardinetto” con gli aromi.

È così che a maggio Natural Recall ha inaugurato il progetto, affidando i suoi inviti con allegata una bustina di semi di basilico anche agli amici di Mediterranea, la barca che sta effettuando un anno di navigazione nel mare in cui è nata la civiltà occidentale. Contemporaneamente, iniziava a tessere la rete delle relazioni con graphic designer, poeti visivi, illustratori dall’Italia all’Argentina, dall’India ai Paesi Scandinavi.
Insomma, sono stati gettati i primi semi del progetto che ha iniziato a mettere radici. Sono stati così invitati artisti, grafici, illustratori e poeti visivi da tutto il mondo a partecipare con una loro opera sulla tematica delle affinità fra l’uomo e il mondo vegetale.

Nel caso di Natural Recall le sostanze nutritive per far crescere il progetto sono venute dai numerosi incontri avvenuti lungo il cammino: da Fortunato D’Amico curatore di Superortopiù a Michelangelo Pistoletto che ha ospitato l’iniziativa allo stato nascente nella sua magnifica fondazione di Biella, musicisti, attori come Francesca Puglisi, divulgatori scientifici e giornalisti come Alessandra Viola che durante un incontro alla fondazione Benetton di Treviso hanno illustrato come parlano le piante. E poi plant-sitter che si occupano delle piante di chi è in vacanza, tree-climber che hanno trasformato in un lavoro il sogno del barone rampante di Italo Calvino, seguaci del foraging che si nutrono dei vegetali trovati nei boschi…

Giorno dopo giorno, mentre arrivavano i lavori grafici, questi interventi facevano crescere la sezione “friends” del sito www.naturalrecall.org, e alcuni di loro si trovano anche sul libro della mostra, che tratta i contributi ricevuti dagli 84 artisti che hanno risposto al richiamo della natura con  una classificazione quasi linneiana, grazie a infografiche in cui se ne descrive la provenienza geografica, la tipologia arborea prescelta, il sentimento espresso dai lavori realizzati…

E per coronare il lavoro fin qui svolto, anche la sede espositiva della prima selezione delle opere pervenute è stata scelta per la sua affinità elettiva con il progetto: nella Serra dei Giardini di Venezia si metteranno in mostra le opere selezionate per la pubblicazione “The Book” e per il Calendario 2015, anno in cui il progetto Natural Recall proseguirà il suo cammino internazionale con altre esposizioni, e con un percorso virtuale che trasformerà la totalità delle opere pervenute in una serie di stimoli visuali, semi di progettualità e di bellezza. Perché anche parlando di social network, l’uomo non ha inventato molto che non sia già stato trattato in modo simbolico od evocativo dal mondo vegetale: un’antica leggenda nordica racconta che il diavolo volesse impadronirsi del bosco approfittando del momento in cui non aveva più nemmeno una foglia, e che la quercia si sforzò di tenere attaccate le sue fino a quando non fossero sbocciati i primi germogli delle altre piante.

E questo, in fondo, è fare rete: cercare di aiutarsi a vicenda per far sbocciare qualcosa di nuovo, che solo quando si è in grado di diffondere le proprie radici e idee in profondità e larghezza per raccogliere stimoli provenienti da ogni dove può creare qualcosa in grado di dare bellezza e nutrimento.
Perché in un periodo in cui non si fa che parlare di “ricerca delle radici”, riteniamo sia meglio puntare sui frutti. Perché i frutti che nutrono non sopportano barriere geografiche: se avessimo evitato contaminazioni dall’esterno non avremmo né pomodori, né patate.
Un’ennesima metafora vegetale che ci costringe a guardare con occhi differenti anche temi di grande attualità, utilizzando un modo di pensare alla società in un’ottica che abbandoni le ideologie per cercare di comprenderla con l’arte e la scienza.
Un’ottica che è quella di Natural Recall.

(Massimo Salomoni)

 

Ti senti un Natural Recaller?
Raccontaci le tue affinità elettive con le piante e diventa Friend di Natural Recall.
Rispondendo ad un piccolo questionario potrai anche condividere le tue affinità elettive con la natura con tutta la community.
1. Cosa fai ogni giorno per le esprimere le tue affinità elettive con la natura, con le piantine che tieni nel balcone, con i fiori che coltivi nel tuo terrazzo o con gli alberi del tuo giardino?
2. C’è una pianta che ti emoziona particolarmente? Ci racconti qual è e il perché di questo profondo legame?
3. Stai per partire per un’isola deserta, puoi portare con te solo una pianta. Quale metti in “valigia”?
Le tue risposte saranno pubblicate nel sito www.naturalrecall.org e andranno ad alimentare la sezione Friends e saranno condivise nei social legati al progetto.
Quando avrai risposto alle tre domande, basterà allegare una tua foto da Natural Recaller e una tua descrizione (breve come fosse un tweet) e mandare tutto alla nostra mail press@naturalrecall.org .

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Diventa anche tu un membro attivo della community #NaturalRecall @NaturalRecall

Do you feel like a real Natural Recaller?

Tell us your affinities with plants and become a Friend of Natural Recall. 
Just reply to a short questionnaire and you will be an “ambassador” of Natural Recall around the world: you will have the chance to share your affinities with nature with the whole community!
 Your answers will be posted on our website www.naturalrecall.org.

1. What do you do every day to express your elective affinity with nature, with the plants on your balcony, with the flowers that grow in your terrace or the trees in your garden?
2. What is the plant that you like the most? Why you feel so attached to it?
3. You’re leaving to a desert island and you can only take with you a plant. Which you put in your “suitcase”?

They will also feed the Friends section and will be shared on the project pages on the main Social Network.
 Once you have answered the three questions, please send the questionnaire to our e-mail address press@naturalrecall.org
along with a photo of you as a Natural Recaller and your bio (a tweet long).

We would very much appreciate if you could recommend us other people (intellectuals, writers, researchers, etc.) from your country who might be interested in the project.
But if you are already in the Natural Recall ambassadoor mood, then feel free to pass on the following questions to them!
Thank you!

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Become an active member of the community #NaturalRecall @NaturalRecall

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With the patronage of
Città di Venezia – Assessorato all’ambiente e città sostenibile
Provincia di Treviso
Provincia di Rovigo

Natural Recall is supported by
FAVINI Spa
La Grafica Faggian s.r.l. Ditre Group s.r.l.
SD Laser s.r.l.
Rigatoria Lughese s.r.l.
SMG Italia s.r.l.

Partners
Smack
Qwerty Studio

Media Partners
Digicult
Undo.Net

Press Office
Raffaella Bonora

Social media manager
Massimo Salomoni, Smack

Exhibition design production
Colortech

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Garden lexycon #1

3 novembre, 2014 § Lascia un commento

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Spring!!!

21 marzo, 2014 § Lascia un commento

Primavera...

Come ogni anno, non ci facciamo scappare l’occasione di salutare la bella stagione. Quest’anno, a maggior ragione.

Sono giorni intensi qui in studio. L’inverno passato a lavorare il terreno per un progetto veramente speciale, intelligente, sociale e no profit, inizia a dare i suoi frutti. Al centro di tutto: L’uomo e la natura. Tantissime le persone coinvolte e molte ancora verranno chiamate a far parte di questo ecosistema.
Comune denominatore sarà la personale affinità elettiva nei confronti del regno vegetale.

È primavera e il progetto inizia a germinare, appena si sarà fatto più forte, è nostra intenzione condividerlo con tutti.
Natural Recall!

Montparnasse gli Anni Folli / Montparnasse the Crazy Years

25 luglio, 2013 § Lascia un commento

Montparnasse divenne famosa nel 1920 – quelli che furono definiti les Années Folles (Anni Folli) – e il 1930 come il cuore della vita intellettuale e artistica a Parigi. Dal 1910 fino all’inizio della seconda guerra mondiale, i circoli artistici di Parigi migrarono a Montparnasse, in alternativa al quartiere di Montmartre, che era stato il terreno di coltura intellettuale per la precedente generazione di artisti (la Parigi di Émil Zola, Édouard Manet, Anatole France, Edgar Degas, Gabriel Fauré, un gruppo che si era riunito più sulla base dello stato di affinità reali e gusti artistici, indulgendo nei parametri del dandismo). Montparnasse si contappone sia nel campo economico, che sociale e politico, sboccato, grintoso, dei duri a morire, degli artisti emigrati che popolavano il quartiere e la sua vita.
Le caffetterie e i bar di Montparnasse erano un luogo di incontro in cui sono nate e sono state discusse le idee e i pensieri artistici. I caffè del centro di Montparnasse della vita notturna erano nel Vavin Carrefour, ora ribattezzato “Place Pablo Picasso”. Nel periodo di massimo splendore di Montparnasse (1910-1920), il bar Le Dôme, La Closerie des Lilas, La Rotonde, Le Select, e La Coupole – ancora tutti in attività –, erano i luoghi in cui gli artisti morti di fame potrevano occupare un tavolo per tutta la sera per un paio di centesimi. Se si addormentavano, i camerieri erano stati istruiti a non svegliarli. Gli argomenti delle discussioni erano comuni, alcuni alimentati dall’intelletto, altri dall’alcol, e spesso ci sono state anche delle risse. Se non si poteva pagare il conto, spesso i proprietari accettavano un disegno, trattenendolo fino a quando l’artista poteva pagare. Ci sono stati momenti in cui le pareti dei caffè erano ingombri di una collezione di opere d’arte, da fare invidia ai curatori dei più grandi musei di oggi.
Al n. 10 di rue Delambre c’era un luogo chiamato Dingo Bar. Fu il ritrovo di artisti e di espatriati americani e il luogo dove lo scrittore canadese Morley Callaghan venne con il suo amico Ernest Hemingway, entrambi non ancora pubblicati, e dove incontrarono il già famoso F. Scott Fitzgerald. Quando l’amico di Man ​​Ray, il dadaista Marcel Duchamp, partì per New York, Man Ray istituituì il suo primo studio a l’Hôtel des Ecoles al n. 15 di rue Delambre, dove iniziò la sua carriera come fotografo, e dove James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e tanti altri furono da lui ritratti.
Le cinque graphic novel ci riportano a quegli Anni Folli tra i molti personaggi e luoghi che hanno segnato il mondo artistico della letteratura e della pittura.

Bibliografia
– Nick Bertozzi, “Chi vuole uccidere Pablo Picasso”, Guanda, 2009 – ISBN 978-8860880727
– José-Louis Bocquet & Catel, “Kiki de Montparnasse”, Excelsior 1881, 2010 – ISBN 978-8861580749
– Joann Sfar, “Pascin”, 001 Edizioni, 2008 – ISBN 978-8895208756
– Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta “Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald”, Minimum Fax, 2010 – ISBN 978-8875212964
– Dick Matena “Parigi 25/44”, Nottetempo, 2010 – ISBN 978-8874522712

Montparnasse.Paris.1

Montparnasse.Parigi.2

Come storie e personaggi si intrecciano nelle cinque graphic novel.
As the stories of characters weave in the five graphic novel.

Montparnasse.Parigi.3

I personaggi condivisi dalle cinque graphic novel.
The characters shared by the five graphic novels.


Superseding Montmartre, Montparnasse became famous in the 1920s, referred to as
les Années Folles (the Crazy Years), and the 1930s as the heart of intellectual and artistic life in Paris. From 1910 to the start of World War II, Paris’ artistic circles migrated to Montparnasse, an alternative to the Montmartre district which had been the intellectual breeding ground for the previous generation of artists. The Paris of Émil Zola, Édouard Manet, Anatole France, Edgar Degas, Gabriel Fauré, a group that had assembled more on the basis of status affinity than actual artistic tastes, indulging in the refinements of Dandyism, was at the opposite end of the economic, social, and political spectrum from the gritty, tough-talking, die-hard, emigrant artists that peopled Montparnasse.
The cafés and bars of Montparnasse were a meeting place where ideas were hatched and mulled over. The cafés at the centre of Montparnasse’s night-life were in the Carrefour Vavin, now renamed Place Pablo Picasso. In Montparnasse’s heyday (from 1910 to 1920), the cafés
Le Dôme, La Closerie des Lilas, La Rotonde, Le Select, and La Coupole—all of which are still in business— were the places where starving artists could occupy a table all evening for a few centimes. If they fell asleep, the waiters were instructed not to wake them. Arguments were common, some fuelled by intellect, others by alcohol, and if there were fights, and there often were, the police were never summoned. If you couldn’t pay your bill, proprietor would often accept a drawing, holding it until the artist could pay. As such, there were times when the café’s walls were littered with a collection of artworks, that today would make the curators of the world’s greatest museums  envy.
There were many areas where the great artists congregated, one of them being near
Le Dôme at no. 10 rue Delambre called the Dingo Bar. It was the hang-out of artists and expatriate Americans and the place where Canadian writer Morley Callaghan came with his friend Ernest Hemingway, both still unpublished writers, and met the already established F. Scott Fitzgerald. When Man Ray’s friend and Dadaist, Marcel Duchamp, left for New York, Man Ray set up his first studio at l’Hôtel des Ecoles at no. 15 rue Delambre. This is where his career as a photographer began, and where James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau and the others filed in and posed.
The five graphic novels take us back to those crazy years among the many characters that have marked the artistic world of literature and painting.

Bibliography
– Nick Bertozzi, “The Salon”, Saint Martin’s Griffin,U.S., 2007 – ISBN 978-0312354855
– José-Louis Bocquet & Catel, “Kiki de Montparnasse”, SELFMADEHERO, 2011 – ISBN 978-1906838256
– Joann Sfar, “Pascin”, Uncivilized Books, 2013 – ISBN 978-0984681471
– Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta “Superzelda: The Graphic Life of Zelda Fitzgerald”, One Peace Books, 2013 – ISBN 978-1935548270
– Dick Matena “Parijs 25/44”, Atlas-Contact, 2008 (Holland) – ISBN 978-9045013701

Mostra / Exhibit – “Senza Pericolo!”

7 maggio, 2013 § Lascia un commento

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mostra / exhibit
“senza pericolo!” costruzioni e sicurezza / building and safety

Triennale di Milano
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Under the High Patronage of the President of the Italian Republic

A cura di/Curated by Federico Bucci, con/with Marco Biagi, Elisa Boeri, Dario Costi, Davide Crippa, Barbara DiPrete, Massimo Ferrari, Marco Introini, Lucia Miodini, Luigi Spinelli, Claudia Tinazzi
Progetto di allestimento / Exhibition design – Alessandro e Francesco Mendini con/with Emanuela Morra
Grafica / Graphic design – Mauro Panzeri e/and Pier Antonio Zanini
Catalogo / Catalogue – Editrice Compositori

L’esposizione presenta le relazioni tra il mondo delle costruzioni e i temi della sicurezza, a partire dall’originale significato, già presente nella trattatistica architettonica classica, espresso nel concetto di “sine periculo”, ovvero l’assicurazione che il progettista e il committente dell’opera edilizia si assumono verso il rischio di incidenti per chi lavora alla sua realizzazione, per i futuri abitanti e per l’ambiente circostante.
La mostra, è suddivisa in 9 sezioni: Zona residenziale, Ricostruzione, Macchine invisibili, Spazi del lavoro: uomini e donne al lavoro, Architettura e sorveglianza, Dispositivi di protezione individuale, Una nuova città sicura, Paesaggi della sicurezza. Palazzo della Triennale di Milano fino al 1 settembre 2013.

The exhibition presents the relationship between the world of construction and issues of safety, starting from the original meaning, already present in the classical architectural treatises, expressed in the concept of “sine peril”, that is the assurance that the designers and the client of ‘building work to assume the risk of accidents for those who work to its realization, for future residents and the surrounding environment.
The exhibition is divided into 9 sections: Residential area, Reconstruction, Invisible machine, Spaces of work: men and women at work, Architecture and surveillance, protective equipment, A new safe city, Landscapes of safety. Triennale di Milano until 1st September, 2013.

Vedi anche / See also:
triennale.it
domusweb.it

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